Giovedì della settimana della II Domenica dopo l'Epifania

Sir 44, 1; 46, 13a. 19 – 47, 1; Sal 4; Mc 4, 1-20

Samuele, amato dal suo Signore, prima dell’ora del suo sonno eterno attestò davanti al Signore e al suo unto: «Né denari né sandali ho preso da alcuno», e nessuno poté contraddirlo. (Sir 46,19)

Samuele fa il bilancio della sua vita e riconosce di aver servito il Signore governando il popolo in modo esemplare: il suo governo è stato mettersi al servizio, senza ottenere nulla per sé.
Un’intera esistenza vissuta ottenendo come ricompensa quella di aver agito bene, perché si è ottenuto il bene per tutti, riconosciuto molto più grande di alcuni beni solo per pochi. Se questo è lo stile di chi è in comunione con il Signore si tratta di interrogare sé stessi, verificando se davvero le nostre attività hanno un solo fine, oppure si riducono a ottenere ricompense parziali perché solo nostre. 

Preghiamo

Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
il Signore mi ascolta quando lo invoco.
Tremate e più non peccate,
nel silenzio, sul vostro letto,
esaminate il vostro cuore.

dal Salmo 4

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