Lunedì della settimana della I domenica dopo Pentecoste

Es 3, 7-12; Sal 102 (103); Lc 4, 14-16. 22-24

Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Ittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo». (Es 3,7-8)

Il Signore si presenta a Mosè come colui che libera. Ciascuno può confidare in lui perché la sua grandezza si mostra nel farsi vicino alle sofferenze e nell’opporsi all’ingiustizia. Egli dedica un’attenzione particolare al popolo che ama, mettendosi in ascolto e scegliendo di agire in suo favore per donargli la libertà.
La promessa che è rivolta al popolo d’Isralele è dono per ciascuno, offre la sicurezza che il Signore rifiuta l’ingiustizia e l’oppressione, quindi chiede di prendere posizione per seguirlo.

Preghiamo

Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele.

Dal Salmo 102 (103)

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