Martedì della settimana della V Domenica dopo l'Epifania

Sir 28, 13-22; Sal 30 (31); Mc 7, 31-37

Maledici il calunniatore e l’uomo che è bugiardo, perché hanno rovinato molti che stavano in pace. Le dicerie di una terza persona hanno sconvolto molti, li hanno scacciati di nazione in nazione; hanno demolito città fortificate e rovinato casati potenti. Le dicerie di una terza persona hanno fatto ripudiare donne forti, privandole del frutto delle loro fatiche. Chi a esse presta attenzione certo non troverà pace, non vivrà tranquillo nella sua dimora. Un colpo di frusta produce lividure, ma un colpo di lingua rompe le ossa. (Sir 28,13-17)

Lo stile di chi segue il Signore non è grossolano, ma si determina a partire dalla cura alle piccole cose e dall’attenzione posta alle conseguenze delle proprie azioni.
La parola è assai dura nel definire quale sia l’effetto di una diceria, una tentazione alla quale tutti si è esposti. Chi vuole essere discepolo del Signore sa che la fratellanza non si costruisce solo tramite scelte evidenti, ma si realizza quando si è in grado di porre attenzione a tutti gli atti della propria vita, impegnandosi perché questi siano sempre finalizzati alla costruzione del bene.

Preghiamo

Signore, che io non debba vergognarmi
per averti invocato;
si vergognino i malvagi,
siano ridotti al silenzio negli inferi.
Tacciano le labbra bugiarde,
che dicono insolenze contro il giusto
con orgoglio e disprezzo.

dal Salmo 30 (31)

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