Venerdì della settimana dopo Pentecoste

Es 19, 20-25; Sal 14 (15); Lc 6, 12-16

In quei giorni. Il Signore scese sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte. Mosè salì. Il Signore disse a Mosè: «Scendi, scongiura il popolo di non irrompere verso il Signore per vedere, altrimenti ne cadrà una moltitudine! Anche i sacerdoti, che si avvicinano al Signore, si santifichino, altrimenti il Signore si avventerà contro di loro!». (Es 19,20-22)

Si dà un’attenzione massima a impedire che qualcuno del popolo possa vedere direttamente il Signore, quell’incontro porterebbe alla morte.
Prendere le distanze, in questo caso, non è indice di estraneità, ma tutto il contrario: il Signore si rivela e va incontro al suo popolo e per capire che si tratta di un evento unico, che Dio non sarà mai riducibile a qualche pretesa degli umani, egli si presenta nella sua differenza. Un invito costante perché l’incontro con il Signore non venga ridotto alle pretese personali o alle proprie misere idee, ma sia l’occasione perché egli si faccia presente sorprendendo ogni volta.

Preghiamo

Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sulla tua santa montagna?
Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore.

dal Salmo 14 (15)

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