Giovedì della settimana della I Domenica dopo l'Epifania

Sir 44, 1. 15-18; Sal 111 (112); Mc 1, 35-45

Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. I popoli parlano della loro sapienza, l’assemblea ne proclama la lode. (Sir 44,1.15)

Le opere del Signore che generano contemplazione e meraviglia non sono solo quelle naturali. Si tratta di considerare anche gli esseri umani, persone capaci di fare la storia perché vivono il tempo rispondendo all’appello di Dio.
Lo sguardo attento di chi riconosce la traccia del Signore in ogni sua giornata è in grado di interpretare la storia passata come dotata di senso, il legame tra le generazioni porta a ringraziare per il proprio presente. La Scrittura riconosce che Dio intesse un legame con le sue creature a partire dalla loro storia, egli non si rivela astrattamente, ma accompagnando il tempo degli esseri umani. Ciascuno può gioirne e di conseguenza impegnarsi perché sempre più la storia che vive sia abitata dalla sapienza donata da Dio.

Preghiamo

Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza degli uomini retti sarà benedetta.

dal Salmo 111(112)

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