Martedì della settimana della I Domenica dopo l'Epifania

Sir 42, 22-25; 43, 26b-32; Sal 32 (33); Mc 1, 14-20

Quanto sono amabili tutte le sue opere! E appena una scintilla se ne può osservare. Tutte queste cose hanno vita e resteranno per sempre per tutte le necessità, e tutte gli obbediscono. Tutte le cose sono a due a due, una di fronte all’altra, egli non ha fatto nulla d’incompleto. L’una conferma i pregi dell’altra: chi si sazierà di contemplare la sua gloria? (Sir 42,22-25)

Il libro del Siracide esprime la grandezza di quanto ha creato il Signore. Non si tratta di un’unità statica, ma di un organismo dinamico, nel quale anche l’uomo trova posto. Tutto nell’universo è collegato, ogni elemento è un rimando agli altri, non vi è nulla che resti solo.
Ogni essere umano che contempla questa magnificenza può aprirsi alla meraviglia, tanto più che comprende di essere in grado di intuire solo una parte dell’immensità dell’universo.
Oggi è il giorno per lasciare che tramite la contemplazione del creato si arrivi alla lode del Signore e alla decisione di rispettare ogni aspetto della sua creazione: se tutto è legato il danno fatto a una parte si ripercuote sulla totalità.

Preghiamo

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.
come da te noi speriamo.

dal Salmo 32 (33)

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