Giovedì della settimana della IV domenica dopo Pentecoste

Dt 15, 1-11; Sal 91 (92); Lc 7, 18-23

Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso in una delle tue città nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso, ma gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova. (Dt 15,7-10)

Vivere nella terra promessa è un dono che il Signore offre a tutti, proprio per questo in quella terra non ci dovrà essere nessuno a trovarsi nel bisogno. La responsabilità verso l’altro è la risposta al dono ricevuto, quel dono sarebbe sprecato se fosse proprietà di pochi perché sarebbe totalmente frainteso il suo senso.
La condizione per vivere bene nella terra è una legge per Israele, e anche oggi corrisponde alla norma che lega ogni essere umano al proprio simile.
Ciò avviene quando il cuore non è indurito né la mano è chiusa, ma quando l’apertura alla condivisione è determinata da un cuore che batte perché mosso dall’amore ricevuto senza misura dal Signore.

Preghiamo

Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.

dal Salmo 91 (92)

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