Venerdì della settimana della IV Domenica dopo l'Epifania

Sir 37, 1-6; Sal 54 (55); Mc 7, 1-13

Ogni amico dice: «Anch’io sono amico», ma c’è chi è amico solo di nome. Non è forse un dolore mortale un compagno e amico che diventa nemico? O inclinazione al male, come ti sei insinuata per ricoprire la terra di inganni? C’è chi si rallegra con l’amico quando tutto va bene, ma al momento della tribolazione gli è ostile. (Sir 37,1-4)

Chi è sapiente sa riconoscere che la benevolenza del Signore gli è donata nei fatti più semplici e quotidiani. L’amicizia è uno di questi, tutti ne possono avere occasione. Come ogni dono, però, non avviene senza impegno, può trasformarsi se non è custodito con scelte precise. Non bastano quindi le parole, ma l’amicizia può essere l’occasione per rendere visibile la presenza del Signore nella storia quando è attuata con scelte precise e talvolta impegnative.

Preghiamo

Se mi avesse insultato un nemico, l’avrei sopportato;
se fosse insorto contro di me un avversario,
da lui mi sarei nascosto.
Ma tu, mio compagno, mio intimo amico,
legato a me da dolce confidenza!
Camminavamo concordi verso la casa di Dio.

dal Salmo 54 (55)

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