Venerdì della settimana autentica

Is 49,24-50,10; Sal 21 (22); Is 52,13-53,12; Mt 27,1-56

A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». (Mt 27,45-46)

Il silenzio tragico e orante di questo giorno ci porta dentro i tanti silenzi di Gesù che il brano della passione ci presenta. Gesù sta in silenzio prima davanti alle accuse dei sacerdoti, poi alle domande di Pilato a cui non «rispose neanche una parola» (Mt 27,14), infine agli scherni dei soldati e agli insulti di passanti e astanti allo spettacolo della croce. L’ultimo è il silenzio assordante che sembra risuonare e dominare la scena alla morte di Gesù, nonostante il velo si squarci, le rocce si spezzino, i sepolcri si aprano. Tutto questo silenzio è rotto solo dal primo versetto del Salmo 22 che Gesù rivolge al Padre: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Anche noi, nel silenzio di oggi, meditiamo questo grande mistero della morte di Gesù con le parole della Scrittura (Is 53,7.12).

Preghiamo

Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.

(Is 53,7)

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