Lunedì della II settimana di Pasqua

At 2,41-47; Sal 26; Gv 1,35-42

Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati. (At 2,46-47)

L’immagine che il testo degli Atti ci consegna sembra descrivere una comunità che si cura semplicemente di vivere la comunione al proprio interno e di favorire una serena convivenza con tutti; lasciando che sia Dio, nella libera iniziativa del suo Spirito, ad agire per allargare il numero dei credenti. Lo slancio missionario qui descritto è anzitutto quello della testimonianza lieta e serena: non ci sono particolari strategie comunicative, iniziative coinvolgenti, accordi coi potentati del tempo. Sembra ci sia solo la gioia di vivere la memoria di Gesù e custodire il senso vivo della sua presenza. Sono credenti fedeli alla loro storia e tradizione (il tempio) e appassionati alla novità incontrata in Gesù (lo spezzare il pane nelle case), liberi da contrapposizioni ideologiche e capaci di sana convivenza con chi si pone diversamente nella vita. Immagine per noi di un modo di essere Chiesa che dobbiamo cercare con convinzione, perché sia ancora lo Spirito a guidare i nostri passi.

Preghiamo

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

(Sal 27,4)

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