At 10,34-48a; Sal 65(66); Gv 7,14-24

 

Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».  (At 10)

 

In questa giornata, definita già nella tradizione giudaica  ‘a metà della Festa’, cioè a metà del tempo che compone la grande festa tra Pasqua e Pentecoste, la prima lettura ci presenta la discesa dello Spirito Santo sui discepoli riuniti attorno a Pietro che spiega le fondamentali verità dell’esistenza di Gesù, salvatore di tutti, senza esclusione di appartenenza. Infatti, Pietro può ben dirsi testimone di quanto compiuto da Gesù nel corso della sua vita pubblica e testimonia che Gesù, inviato da Dio per salvare l’umanità, è morto e risuscitato il terzo giorno..  Con il Maestro ha camminato per le strade d’Israele, con lui ha mangiato e bevuto ed ha ascoltato la sua dottrina.

Il vangelo di Giovanni riporta le parole di Gesù che si assume il compito di spiegare le scritture profetiche che predicono l’insegnamento del Messia. "La mia dottrina non è mia – dice Gesù – ma di colui che mi ha mandato" e richiama al senso della giustizia, del timore di Dio e del riconoscere il bisogno dell’altro come primo motivo di azione per ogni fedele a Dio.

 

 

Preghiamo col Salmo

 

Popoli, benedite il nostro Dio,

fate risuonare la voce della sua lode;

è lui che ci mantiene fra i viventi

e non ha lasciato vacillare i nostri piedi.

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