Gen 3,1-8; Sal 118 (119),1-8; Pr 3,1-10; Mt 5,13-16

 

"Bontà e fedeltà non ti abbandonino, légale attorno al tuo collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore, e otterrai favore e buon successo agli occhi di Dio e degli uomini. Confida nel Signore con tutto il tuo cuore e non affidarti alla tua intelligenza; riconoscilo in tutti i tuoi passi ed egli appianerà i tuoi sentieri".  (Pr 3,3-6)

 

Una vita buona e di qualità, ci dice il sapiente del libro dei Proverbi, dipende da bontà e fedeltà. Cosa vuol dire camminare nella vita sentendo in ogni momento ondeggiare sul proprio collo l’amorevolezza, le benevolenza per tutti, e la fedeltà a quanto si è riconosciuto prezioso e a cui si vuole rimanere fedeli? Cosa significa poter ascoltare continuamente l’incisione prodotta sulla superficie del nostro cuore dall’amore che da Dio abbiamo conosciuto, e vivere riscaldati dal desiderio di fedeltà a tale amore? Questo tempo ci consenta di muovere ogni passo nel Signore. Le asperità e le dure salite del nostro tempo siano rese dolci e superabili dalla cura di Dio per noi e dalla nostra docilità libera da presunzione e superbia.

 

 

Preghiamo

 

O Dio, gli arroganti contro di me sono insorti

e una banda di prepotenti insidia la mia vita,

non pongono te davanti ai loro occhi.

Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,

lento all’ira e ricco di amore e fedeltà,

volgiti a me e abbi pietà:

dona al tuo servo la tua forza,

salva il figlio della tua serva.

(dal Salmo 86)

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