Gen 4,25-26; Sal 118 (119), 17-24; Pr 4,1-9; Mt 5,20-26

 

"Principio della sapienza: acquista la sapienza; a costo di tutto ciò che possiedi, acquista l’intelligenza. Stimala ed essa ti esalterà, sarà la tua gloria se l’abbraccerai. Una corona graziosa porrà sul tuo capo, un diadema splendido ti elargirà".   (Pr 4,7-9)

 

La Quaresima, che chiama alla rinuncia, si può fare occasione per destinare ogni nostra risorsa all’acquisizione di ciò che più conta nel cammino della vita, anche sapendo abbandonare ciò che abbiamo spesso e inutilmente ritenuto fonte della nostra sicurezza. Saper interpretare la nostra vita alla luce della sapienza che viene dall’alto e che abita la nostra storia, vale più di ogni altra cosa: sarà luce nel cammino sempre, sarà esaltazione e gloria, cioè festa del vivere e pienezza, sarà inestimabile pace nell’attraversare i giorni. Perché così facilmente ci concediamo a ciò che non ha futuro e non ha nessuna possibilità di renderci veramente felici? Perché così facilmente lasciamo spazio a ciò che abbruttisce e non lascia risplendere la bellezza che già abita in noi?

 

 

Preghiamo

 

Il giusto fiorirà come palma,

crescerà come cedro del Libano;

piantati nella casa del Signore,

fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti,

saranno verdi e rigogliosi,

per annunciare quanto è retto il Signore,

mia roccia: in lui non c’è malvagità.

(dal Salmo 92)

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