Gen 25,5-6.8-11; Sal 118 (119),81-88; Pr 12,17-22; Mt 6,25-34

 

C’è chi chiacchierando è come una spada tagliente, ma la lingua dei saggi risana. Il labbro veritiero resta saldo per sempre, quello bugiardo per un istante solo. L’inganno è nel cuore di chi trama il male, la gioia invece è di chi promuove la pace. (Pr 12,18-20)

 

Anche il nostro tempo ha un gran bisogno di pacificazione, di ministri di riconciliazione, di uomini e donne capaci di medicare le ferita della storia e quelle che ci infliggiamo a vicenda con la nostra cattiveria. C’è un gran bisogno di gente che sappia seminare pace e diffondere l’amore per il vero; gente che non tema di mostrarsi per ciò che è e che si adoperi perché le tensioni vengano meno, perché si trovino vie di comunione laddove cresce l’odio; gente che creda ai segni – oggi! – del regno di Dio che viene; gente che mostri visibilmente che è possibile amare con i tratti impossibili di Dio. Non verrà altrimenti la gioia che cerchiamo.

 

 

Preghiamo

 

Sta’ in silenzio davanti al Signore e spera in lui;

non irritarti per chi ha successo,

per l’uomo che trama insidie.

Desisti dall’ira e deponi lo sdegno,

non irritarti: non ne verrebbe che male;

perché i malvagi saranno eliminati,

ma chi spera nel Signore avrà in eredità la terra.

I poveri avranno in eredità la terra

e godranno di una grande pace.

(dal Salmo 38)

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