Gen 16,1-15; Sal 118 (119),49-56; Pr 6, 20-29; Mt 6,1-6

 

Figlio mio, osserva il comando di tuo padre e non disprezzare l’insegnamento di tua madre. Fissali sempre nel tuo cuore, appendili al collo. Quando cammini ti guideranno, quando riposi veglieranno su di te, quando ti desti ti parleranno, perché il comando è una lampada e l’insegnamento una luce. (Pr 6,20-23a)

 

C’è una Parola che abbiamo ricevuto, una Parola da custodire come tesoro prezioso, un dono da portare sempre con noi, una grazia che non avrebbe senso abbandonare o trascurare. È un dono che può diventare presenza che agisce, alla quale possiamo affidarci; persino nel riposo, dice il testo di Proverbi. Abbiamo ricevuto parole che sanno farsi vita, parole che illuminano e guidano, parole che sanno dire quando tutto sembra tacere senso e direzione. Sono parole a volte dure, come un comando forte e carico di pressanti aspettative; parole che non vogliono ci perdiamo là dove non si incontra gioia e rimangono solo nebbia e buio. Parole da inchiodare al cuore e far tintinnare al nostro collo ad ogni movimento, ad ogni passo nella vita.

 

 

Preghiamo

 

La legge del Signore è perfetta,

rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è stabile,

rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,

fanno gioire il cuore;

il comando del Signore è limpido,

illumina gli occhi.

(dal Salmo 19)

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