V Domenica di quaresima

Es 14,15-31; Sal 105 (106); Ef 2,4-10; Gv 11,1-53

Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». (Gv 11,41b-43)

La voce di Gesù irrompe nel silenzio e nel buio del sepolcro, la vita riprende forza e vince, il morto esce da solo e tutti sono sorpresi. Il miracolo della risurrezione di Lazzaro, l’ultimo prima della Pasqua di Gesù, è un invito anche per le nostre vite che spesso si trovano un po’ assuefatte dalla routine quotidiana, in una condizione simile al silenzio e al buio del sepolcro di Lazzaro. L’invito a uscire, oggi, è rivolto anche a ciascuno di noi; la voce di Dio ci spinge a uscire per vivere fino in fondo la nostra esistenza. Nella quotidianità siamo invitati a testimoniare la bellezza di una vita risorta, una vita perdonata, una vita consapevole di essere salvata da Gesù e in cammino verso la santità. 

Preghiamo

Fa’, o Signore, che sull’esempio di Lazzaro
possiamo uscire dai sepolcri della nostra esistenza
per proclamare la grandezza del tuo nome a tutte le genti.
Amen

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