Gb 16, 1-20; Sal 118 (119), 161-168; Tb 11, 5-14; Mt 26, 1-5
Anna sedeva scrutando la strada per la quale era partito il figlio. Quando si accorse che stava arrivando, disse al padre di lui: «Ecco, sta tornando tuo figlio con l’uomo che l’accompagnava». Raffaele disse a Tobia, prima che si avvicinasse al padre: «Io so che i suoi occhi si apriranno. Spalma il fiele del pesce sui suoi occhi; il farmaco intaccherà e asporterà come scaglie le macchie bianche dai suoi occhi. Così tuo padre riavrà la vista e vedrà la luce». (Tb 11, 5-8)
Il libro di Tobia è ancora una volta una guida per prepararsi ai giorni della Passione: Tobi è cieco e ormai dispera anche di poter incontrare nuovamente il figlio. Inaspettatamente, questi ritorna e porta con sé il rimedio perché il padre ritrovi la vista. La promessa dell’angelo Raffaele a Tobia «io so che i suoi occhi si apriranno» può diventare la traccia per questi giorni, chiedendo nella preghiera la possibilità di restare a contemplare la passione di Gesù con occhi nuovi, capaci di riconoscere lì all’opera la pienezza dell’amore che è salvezza per tutti.
Preghiamo
I potenti mi perseguitano senza motivo,
ma il mio cuore teme solo le tue parole.
Io gioisco per la tua promessa,
come chi trova un grande bottino.
dal Salmo 118 (119)

