Feria del tempo di Natale

Dn 7,9-14; Sal 97 (98); 2Ts 1,1-12; Lc 3,23-38

«Così noi possiamo gloriarci di voi nelle Chiese di Dio , per la vostra perseveranza e la vostra fede in tutte le vostre persecuzioni e tribolazioni che sopportate.» (2Ts 1,4)

In questa lettera Paolo vuole essere vicino alla comunità di Tessalonica che vive con perseveranza la fede nel Signore Gesù Cristo nonostante le «persecuzioni e tribolazioni» che subiscono. Si tratta di pazienza e sopportazione ma soprattutto capacità di accogliere con fede gli insegnamenti di Gesù nonostante le fatiche che possono allontanare da Dio. Anche a noi sembra che Dio, talvolta, sia assente dalla nostra storia: è, invece, il grande protagonista della nostra vita. È lui che ci rende degni del suo regno e, anche, della storia e della vicenda umana che ogni giorno si costruisce. Ci fa «degni della sua chiamata», non solo ci chiama, ma ci rende degni di accogliere la chiamata e di rispondervi. È lui che «porta a compimento ogni proposito di bene e l’opera della fede» mentre, molto spesso, ci esaltiamo facendo riferimento solo alle nostre capacità e alla nostra intelligenza e quindi non sappiamo superare le afflizioni, gli affanni, le fatiche che la vita inevitabilmente presenta. Nella nostra preghiera, chiediamo al Signore di aiutarci a mantenere il cuore e le nostre attività nella direzione della chiamata di cui ci ha fatto dono.

Preghiamo con il Salmo

Mostrami, Signore, la tua via,
perché nella tua verità io cammini;
tieni unito il mio cuore,
perché tema il tuo nome.
Ti loderò, Signore, mio Dio, con tutto il cuore
e darò gloria al tuo nome per sempre.

(dal Salmo 86)

 

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