IV Domenica di Avvento

Is 40,1-11; Sal 71 (72); Eb 10,5-9a; Mt 21,1-9

«Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.» (Is 40,3)

Con questo testo comincia il libro della consolazione di Israele. Sta per concretizzarsi il ritorno del popolo deportato da Babilonia a Gerusalemme. Il Signore vuole infondere speranza e fiducia nel popolo perché sta per terminare la tribolazione. Per raggiungere Gerusalemme il popolo dovrà preparare una via sacra, piana, dritta in cui potrà camminare, guidato dal Signore. Isaia si rivolge a un popolo che non ha più fiducia, che constata che le promesse di Dio non si sono realizzate, che nulla è cambiato nella storia, malgrado il Dio di Israele, per cui il suo animo è come un terreno accidentato dalle sofferenze, dalle delusioni, dalle infedeltà. Non siamo anche noi così? Dio viene, ma noi non ce ne accorgiamo! Occorre che scavalchiamo i burroni dell’indifferenza, che spianiamo le alture dell’arroganza: lasciamoci consolare da Dio, che si mette dalla parte degli sconfitti e dei perdenti, di chi fa fatica. Dio è dalla nostra parte.

Preghiamo

Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.

 

 

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