MERCOLEDI – Ottava di Pasqua

 

At 5,12-21a; Sal 33(34);Rm 6,3-11; Lc 24,13-35

 

«Non ardeva forse in noi il nostro cuore…?» (Lc 24,32)

 

Per opera degli apostoli tutti venivano guariti. Paolo, oltre a ciò, nel battesimo contempla applicato a ciascuno di noi il mistero della morte e risurrezio­ne di Gesù: “consideratevi morti al peccato… ma viven­ti”. Nei discepoli di Emmaus la morte regna, dal cuore agli occhi, fino alle gambe che li portano lontano. Ma per tre volte Luca usa l’espressione “con loro”. Più ancora che manifestarsi, Gesù è occupato a ri-creare in loro la capacità di vederlo, una nuova vista. Il corpo del risorto è “con loro”. La vicinanza della sua carne, passata attra­verso la morte, e la sua Parola, hanno il potere di accen­dere il Fuoco, guarire gli occhi, invertire il senso della nostra marcia, farci aprire la bocca per raccontare ciò che abbiamo vissuto ma non abbiamo compreso. Bene dicia ­mo il Signore, in ogni eucarestia gustiamo e vediamo quanto Egli è buono.

 

Preghiamo

Benedirò il Signore in ogni tempo,

sulla mia bocca sempre la sua lode.

Io mi glorio nel Signore:

i poveri ascoltino e si rallegrino.

(dal salmo 33)

 

[La Parola ogni giorno – "La creazione geme e soffre le doglie del parto". Gesù Cristo, sposo dell’umanità – Tempo di Pasqua 2012 – Centro Ambrosiano]

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