Giovedì Santo – Cena del Signore

 

Gn 1,1-3,5.10; 1 Cor 11,20-34; Mt 26,17-75

 

Venuta la sera, si mise a tavola con i dodici. Mentre mangiavano disse: “In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà”. Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò, e mentre lo dava ai discepoli disse: “Prendete, mangiate: questo è il mio corpo”. (Mt 26,20-21.26)

 

La narrazione della passione di Gesù inizia con il momento conviviale della celebrazione della pasqua con i discepoli, in cui istituisce l’eucaristia. Segue la preghiera, intensa, sofferta e solitaria dell’Orto degli Ulivi perché i discepoli, a poca distanza, dormono. In rapida successione c’è il racconto drammatico dell’arresto, del processo, della condanna a morte, quello lacerante del rinnegamento di Pietro, seguito da un suo pronto pentimento. Su quale soffermarci? Tutti sono da meditare perché ciascuno è insegnamento e nutrimento per la nostra fede, speranza e carità. Gesù che si dona a noi nell’eucaristia proprio nel momento del tradimento annunciato, può solo suscitare amore, gratitudine e desiderio di ricambiarlo.

 

Preghiamo

Molte sono le sventure del giusto,

ma lo libera da tutte il signore.

Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,

chi in lui si rifugia non sarà condannato.

 

dal Salmo 33(34)

 

[La Parola ogni giorno – "Questo è il mio corpo, che è dato per voi". Pane di vita per le genti – Quaresima 2012 – Centro Ambrosiano]

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