Gn 19, 12-29; Sal 118 (119), 65-72; Pv 8, 32-36; Mt 6, 16-18
La sapienza dice: «Ora, figli, ascoltatemi: beati quelli che seguono le mie vie! Ascoltate l’esortazione e siate saggi, non trascuratela! Beato l’uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire gli stipiti della mia soglia. Infatti, chi trova me trova la vita e ottiene il favore del Signore; ma chi pecca contro di me fa male a se stesso; quanti mi odiano amano la morte». (Pv 8, 32-36)
La sapienza è chiara: il rifiuto del peccato non è una rinuncia dolorosa, compiuta per senso del dovere – è innanzitutto possibilità di vita piena, occasione per non limitare la reale misura della propria esistenza. Si tratta certo di una scelta che chiede fatica, ma essa è compiuta per la vita, così che il cammino di quaresima è l’occasione data per vivere di più, non per mortificazioni fini a sé stesse: oggi è il giorno per comprendere che cosa ancora soffoca il germogliare della vita, così da operare per rimuoverlo.
Preghiamo
Bene per me se sono stato umiliato,
perché impari i tuoi decreti.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
dal Salmo 118 (119)

