Sir 50,1a-b; 44,16a.17a.19b-20a.21a.21d.23a-c; 45,3b.12a.7.15e-16c; Sal 88 (89); Ef 3,2-11; Gv 9,40;10,11-16

Ordinazione di S. Ambrogio, Vescovo e Dottore della Chiesa, Patrono della santa Chiesa Ambrosiana e della città di Milano

«Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore». (Gv 10,14-16)

La liturgia ci propone l’immagine di un Messia genuino e forte come un pastore che si prende cura delle sue pecore. Una realtà abituale per gli ebrei, popolo dedito alla pastorizia ed esperto nel riconoscere il proprio gregge, nell’accudirlo con attenzione, nonostante il peso di tale compito. Giovanni ci mostra l’identikit di un pastore che non bada solo alle pecore del proprio ovile. È uno che guarda lontano, che supera gli steccati, che si assume la fatica di “condurre” altri greggi. È cosciente della potenza della sua voce e del fascino che emana la sua persona, tanto da affermare: quelli che «ascolteranno la mia voce diventeranno un solo gregge, un solo pastore».
Siamo in clima ecumenico, interreligioso. È sufficiente ascoltare la sua voce per avere parte al suo Regno. Certamente è necessario un vero ascolto, la volontà di seguire quella parola udita e di farla diventare vita ma così nessuno è escluso da Gesù, dall’incontro con la sua misericordia, anche se fragile, colpevole, ritenuto lontano. Come l’apostolo Giovanni, il Vescovo Ambrogio mai si stancava di ripetere: «Omnia Christus est nobis!; Cristo è tutto per noi!». L’augurio è che anche noi in Cristo saremo così beati e vivremo nella pace.

Preghiamo

Quando non osavamo guardare verso il cielo ci soccorse la grazia di Cristo, e i nostri peccati furono perdonati. Da servi infedeli, siamo divenuti figli. Leviamo dunque lo sguardo al Padre che nel battesimo ci ha generato e ci ha redento per mezzo del Figlio.
(Canto allo spezzare del pane)

[da: Stranieri e pellegrini – Il cammino, l’attesa, l’ospitalità – Avvento e Natale 2018, Centro Ambrosiano]

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