Giovedì della settimana penultima dopo l'Epifania

 Sap 14,12-27; Sal 15; Mc 11,15-19

L’invenzione degli idoli portò alla corruzione della vita. (Sap 14)

L’insegnamento di oggi mette in luce la tendenza ad allontanarsi dalla vera fede e a sostituirla con idoli di facile consumo. Il libro della Sapienza ci dice che gli idoli entrarono nel mondo per la vana ambizione degli uomini; per il desiderio sia di consolidare il proprio potere che per darsi facile consolazione nei momenti di fallimento. Se ne diventa schiavi come se, facendo certi riti o attribuendo poteri magici ad oggetti di legno o di pietra, ci si potesse liberare da disgrazie e mali.
L’adorazione di idoli è causa e culmine di ogni male. Per questo, Gesù, entrato nel tempio, scaccia i venditori di amuleti e di vari oggetti ritenuti portatori di buona sorte. La casa di Dio deve essere casa di preghiera. Dio non chiede altro, tanto meno strani riti di iniziazione o di devozione.

 

Preghiamo col Salmo

Ho detto al Signore: “Il mio Signore sei tu,
solo in te è il mio bene”.
Moltiplicano le loro pene
quelli che corrono dietro a un dio straniero.

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