DOMENICA PENULTIMA DOPO L'EPIFANIA

Dn 9,15-19; Sal 106; 1Tim 1,12-17; Mc 2,13-17

Ora ascolta, nostro Dio, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche e per amor tuo, o Signore, fa’ risplendere il tuo volto sopra il tuo santuario, che è devastato. (Dn 9)

Il profeta Daniele supplica Dio ad ascoltare la voce del suo popolo ed a perdonarne i peccati che hanno alterato il rapporto di amore e di alleanza. Il tema del peccato, del male compiuto volutamente o meno dagli uomini in tutti i tempi, è un elemento di continuità nelle odierne letture. Infatti, Gesù dice: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Gesù dunque risana quel legame infranto tra il popolo e il suo Dio, non solo, sceglie i propri discepoli tra coloro che hanno una vita segnata anche dall’infedeltà. Paolo riconosce che il Signore “ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna”.
Dio cerca testimoni del suo amore e non esemplari di asettica integrità.

 

Preghiamo col Salmo

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Lo dicano quelli che il Signore ha riscattato,
che ha riscattato dalla mano dell’oppressore
e ha radunato da terre diverse.

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