Lunedì della settimana della V domenica dopo l'Epifania


 Sir 35,5-13; Sal 115; Mc 7,14-30

Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine sirofenicia”. (Mc 7)

Due insegnamenti importanti di Gesù ai discepoli. Ciò che contamina l’uomo non sono i cibi che introduce nel suo corpo, ma quanto cova nel suo cuore, sono i suoi sentimenti e i suoi pensieri profondi. E Gesù elenca le cose malvage che vengono dall’interno. poi distoglie l’attenzione dai suoi per sottolineare un altro importante aspetto che è la pietà verso chi è nella sofferenza, allora non ci sono differenze di lingua nè di appartenenza. Per la sua grande fede, anche la donna fenicia ottiene la guarigione invocata per la figlia e la liberazione dal male. E’ una donna pagana, ma la fede e la piena fiducia nelle parole e nell’azione di Gesù fa superare ogni confine e induce Gesù a dimenticare i confini del suo popolo per condividere la fatica di quella donna e della sua figlioletta. Anche l’opera storica di Gesù si modula su territori ben più vasti del suo paese d’origine.

Preghiamo col Salmo

Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

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