Sabato della settimana della IV domenica dopo l'Epifania

Es 21,1; 22,20-26; Sal 96; Gal 5,13-14; Mt 22,35-40

Voi, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri. (Gal 5)

Un insegnamento fondamentale ci viene dalle letture odierne: il valore della legge è commisurato all’amore verso Dio e verso il prossimo.
La libertà è il carattere esistenziale di ogni persona ma non si misura con il proprio egocentrismo, quanto con la possibilità di servizio verso gli altri. Libertà dunque di amare e di supportare le necessità degli altri, quindi di delimitare le proprie aspirazioni a quanto funge di necessità al prossimo.
Da due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti: amare Dio e il prossimo. Su questa base si giustifica ogni legge e ne acquista valore anche la semplice legge di convivenza sociale o di utilizzo dei beni a disposizione della comunità, della famiglia e di ciascun individuo.


Preghiamo col Salmo

II monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.

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