Ez 7,1.15-27; Sal 101 (102); Eb 8,6-10; Mt 12,43-50

 

«Ora invece egli ha avuto un ministero tanto più eccellente quanto migliore è l’alleanza di cui è mediatore, perché fondata su migliori promesse».         (Eb 8,6)

 

L’autore della lettera agli Ebrei riprende un elemento fondante della rivelazione di Dio verso il suo popolo: l’Alleanza. Ma non quella celebrata nel deserto con le tavole della legge ma una nuova alleanza, già anticipata dal profeta Geremia (31,31-34): Gesù stesso sostituisce l’antica alleanza e con la propria offerta di amore e di sangue ne sancisce una nuova, un nuovo patto di amicizia tra Dio e l’uomo. Con Gesù possiamo avere una conoscenza più intima e diretta della presenza di Dio nella nostra vita, una nuova energia, una riconciliazione con il Signore per aderire ai suoi comandi con fedeltà. È una nuova intesa o forse una nuova creazione.

In questo tempo di attesa possiamo riflettere e decidere se aderire o no all’invito di rinnovare la nostra vita e l’amicizia che ci lega al Signore. Vogliamo parlare, allora, di realtà nuove e rapporti nuovi? Se vogliamo accogliere Gesù e celebriamo ogni domenica la “nuova ed eterna Alleanza”, accettiamo di essere e di operare come speranza nel mondo?

 

Preghiamo

 

Ti alzerai e avrai compassione di Sion:

è tempo di averne pietà, l’ora è venuta!

Questo si scriva per la generazione futura

e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore.          (Sal 101)       

 

[da: “La Parola ogni giorno. Io spero nel Signore. Avvento e Natale 2015”, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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