DOMENICA  24 APRILE
 

 

At 4,32-37; Sal 132 (133); 1Cor 12,31-13,8; Gv 13,31b-35

 

«Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». (Gv 13,35)

 

 

Ciò che aggiunge forza a questa parola di Gesù è il contesto in cui egli la proferisce. Infatti, Gesù parla così nel cenacolo a Gerusalemme, dopo la lavanda dei piedi ai discepoli, dopo l’annuncio del tradimento di Giuda e, soprattutto, immediatamente dopo che Giuda se n’è andato. L’insegnamento sull’amore fraterno chiesto ai discepoli dopo l’esperienza del tradimento da parte dell’amico che si era scelto fa mettere in risalto quanto questo stia a cuore a Gesù. Non c’è altro che conti di più: né logiche religiose, né interessi di parte. Non c’è testimonianza più efficace: non quella fondata su strategie di annuncio, né su organizzazioni strutturate. Uno capisce che siamo cristiani, discepoli di Gesù, da come ci vogliamo bene e ci prendiamo cura degli altri.

Allora il nostro sforzo di superare divisioni, chiusure, gelosie, invidie e quant’altro non è determinato da uno scrupolo, per altro buono, di tipo morale. Ma è necessario perché questa è la forma privilegiata per rendere testimonianza della nostra fede.  

 

 

Preghiamo

 

Insegnaci, Signore, a volerci bene;

insegnaci a farlo ogni giorno.

Ti chiediamo perdono per i nostri tradimenti,

quelli che hanno ferito i nostri fratelli,

quelli che ci hanno allontanato da te.

 


 

[da: La Parola ogni giorno. La sapienza è uno spirito che ama l’uomo, Pasqua 2016, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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