MARTEDI 1 MARZO

 

Gen 19,12-29; Sal 118 (119),65-72; Pr 8,32-26; Mt 6,16-18

 

 

“E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.” (Mt 6,16-18)

                                                                                                                                   

I profeti ci invitano a una pratica diversa del digiuno (Is 58,5-9), “sciogliere le catene inique, dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, senza trascurare i tuoi parenti…”. Questo digiuno è vissuto con gioia e allegria di chi allarga i paletti della sua tenda, della sua comunità, di chi allarga l’orizzonte del suo mondo fino al confine che Dio ha posto: l’umanità dei suoi figli. Il risultato è una fraternità, una famiglia universale. Forse per praticare questo digiuno profetico abbiamo bisogno di piegare la nostra umanità, il nostro corpo perché sappia obbedire al desiderio di Dio e non al nostro.

 

Preghiamo

 

Digiuno grato al Signore è la fraternità,

trasforma la nostra ricchezza in condivisione,

apri la nostra cultura al dialogo.

Che nessuno patisca la fame come prezzo dell’ingiustizia

ma piuttosto come conseguenza della comunione.

 

 

[da: La Parola ogni giorno. Dio non ha creato la morte, Quaresima 2016, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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