MERCOLEDI 16 MARZO

 

Gen 49,1-28; Sal 118 (119),137-144; Pr 30,1a.2-9; Lc 18,31-34

 

 

Poi prese con sé i Dodici e disse loro: “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compirà tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo: verrà infatti consegnato ai pagani, verrà deriso e insultato, lo copriranno di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà”. Ma quelli non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto. (Lc 18,31-34)

 

“Non capivano nulla” quando Gesù parlava della sua Pasqua a Gerusalemme; non capiamo, anche noi, oggi. Quando Gesù prospetta la Pasqua sua e nostra indicando i cammini di amore crocifisso che vi conducono, il suo parlare ci resta oscuro; e l’oscurità mette paura. Allora, continuando a stare formalmente con lui, andiamo altrove, guidati dalle parole che ci sono più congeniali: quelle della gloria personale e del successo apostolico inseguiti
secondo gli schemi del mondo. Se mi dimentico di te, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra, mi si attacchi la lingua al palato…

 

Preghiamo

Dio, Padre di misericordia, donaci lo Spirito che vince ogni paura e infonde l’ardore della fede; apri i nostri orecchi all’ascolto del tuo Figlio perché lo seguiamo sulle vie dell’amore crocifisso che portano alla piena comunione con Te. Amen.

 

 

[da: La Parola ogni giorno. Dio non ha creato la morte, Quaresima 2016, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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