Ez 3,16-21; Sal 50 (51); Gl 3,1-4; Mt 9,35-38

 

«Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando …, annunciando … e guarendo…».       (Mt 9,35)

 

Gesù amava stare nelle case degli amici ma amava anche camminare in cerca di tanti altri amici. Oggi vediamo un Gesù itinerante perché la sua natura di figlio di Dio lo porta verso i fratelli, ma non è un divagare turistico, spirituale o meno. È il pellegrinaggio verso la casa del Padre che si realizza perdendosi in cerca di ogni fratello. Gesù diventa nostro modello perché anche noi possiamo essere inviati da lui e come lui.

Nelle nostre attività in mezzo ai fratelli sarà difficile che possiamo curare ogni malattia e infermità ma possiamo avvicinarci con umiltà e amore, con gratuità e povertà. Non si può essere sordi alla voce dei poveri! Se li sappiamo ascoltare possiamo scoprire che per tutti c’è la possibilità di poter proclamare la buona notizia del Vangelo. Verso i poveri che si accostano alle nostre Chiese e alle nostre case dobbiamo avere un cuore buono e atteggiamenti di salvezza, che sappiano asciugare le lacrime della sofferenza e della paura.

 

Preghiamo

 

Vieni, tu che ci ami:

nessuno è in comunione col fratello

se prima non è con te, o Signore.

Noi siamo tutti lontani, smarriti,

né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo.

Vieni Signore, vieni sempre, Signore.                    (D. Turoldo)

 

  [da: “La Parola ogni giorno. Io spero nel Signore. Avvento e Natale 2015”, Centro Ambrosiano, Milano]

                                                                           

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