Dt 11,18-24; Sal 94; Ef 2,11-18; Lc 17, 20-21

 

Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, / e pace a coloro che erano vicini. / Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, / al Padre in un solo Spirito.(Ef 2,18)

 

Dal tempo di Mosè ad oggi le cose sono davvero cambiate. Allora ai fedeli dell’unico Dio veniva chiesto di portare dei segni di riconoscimento, di tenere la parola della legge legata a sè per non allontanarsene. Mosè prometteva, in cambio di fedeltà al Signore, che “ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, sarà vostro: i vostri confini si estenderanno dal deserto al Libano, dal fiume, il fiume Eufrate, al mare occidentale”. Un’alleanza rinnovata da Dio per la piena vita del popolo eletto.

Ma Gesù, fattosi unico segno della presenza di Dio e della salvezza donata all’umanità, promette la pienezza di vita, la pace ai vicini e ai lontani, ed assicura che il Regno è già in mezzo a noi. E l’apostolo Paolo ci dice che Cristo ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, ed ha creato in se stesso, un solo uomo nuovo, cancellando le distinzioni tra vicini e lontani,

 

Preghiamo col Salmo

 

Venite, cantiamo al Signore,

acclamiamo la roccia della nostra salvezza.

Accostiamoci a lui per rendergli grazie,

a lui acclamiamo con canti di gioia.

 
 

 

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