MERCOLEDì 20 APRILE
 

 

At 10,23b-33; Sal 97 (98); Gv 7,40b-52

 

«Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato così!”». (Gv 7,45-46)

 

La gente, i sacerdoti del tempio, i capi del popolo discutono a proposito dell’identità di Gesù: è un profeta? È il Cristo? Come fare a saperlo? Certamente non c’è fonte più attendibile della sacra Scrittura. Ma occorre saperla leggere bene, occorre interpretarla secondo lo Spirito di Dio e non secondo i nostri criteri e le nostre logiche (o pregiudizi), perché, altrimenti, anche le parole della Scrittura possono trarre in inganno. Di fatto, a loro, è capitato così. Quante volte i nostri pregiudizi ci confondono in merito alle persone che incontriamo?

Esemplare è la risposta delle guardie, probabilmente gente semplice, lontana dai ragionamenti e dalle strategie dei loro capi: “Mai un uomo ha parlato così!”. Le guardie hanno ascoltato Gesù, non hanno indagato altrove, non sono partite con le loro convinzioni: così si sono lasciate affascinare dalla sua parola. Hanno capito che in quell’uomo stava qualcosa di grande, qualcosa che non appartiene all’uomo soltanto, qualcosa di più, di divino. A tal punto da disobbedire all’ordine ricevuto. Quella parola ha segnato la loro vita.

 

 

Preghiamo

 

Liberaci Signore dai nostri pregiudizi,

verso di te e verso gli altri.

Fa’ di noi uomini liberi,

disposti all’accoglienza e alla conversione.

La tua Parola accompagni la nostra giornata.

 

[da: La Parola ogni giorno. La sapienza è uno spirito che ama l’uomo, Pasqua 2016, Centro Ambrosiano, Milano]

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