Venerdì, Settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Ne 6,15-7,3; Sal 121; Lc 13, 6-9

Quando le mura furono riedificate e io ebbi messo a posto le porte, e i portieri, i cantori e i leviti furono stabiliti nei loro uffici, affidai il governo di Gerusalemme a Anàni, mio fratello, e ad Anania, comandante della cittadella, perché era un uomo fedele e temeva Dio più di tanti altri. Ordinai loro: «Le porte di Gerusalemme non si aprano finché il sole non cominci a scaldare e si chiudano e si sbarrino i battenti mentre gli abitanti sono ancora in piedi; si stabiliscano delle guardie prese fra gli abitanti di Gerusalemme, ognuno al suo turno e ognuno davanti alla propria casa». (Ne 7)

 

Tensioni e contrasti segnano le storie dei popoli, anche di quello di Israele. Eppure ordine e organizzazione sono necessarie per una pacifica convivenza; responsabilità e libertà si coniugano insieme per garantire serenità e pace.
Gesù con la parabola spiega come ciascuno ha un compito e deve portare frutti. La vita di ciascuna persona è un prezioso tassello nell costruzione del tempio di Dio e non vi si può sottrarre, con ciò senza dimenticare la misericordia con cui Dio stesso accompagna la via di ciascuno.

 

Preghiamo col Salmo

Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore.

 

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