Mercoledi 7 marzo

Gen 21,7-21; Sal 118 (119); Pr 10, 28-32; Mt 6,19-24

«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.» (Mt 6,24)

La libertà che il Signore ci promette non consiste soltanto nell’essere affrancati da oppressioni esteriori, da catene che possono imprigionare il nostro corpo. È soprattutto libertà interiore, che si raggiunge quando il cuore si attacca a ciò che davvero vale, dona senso all’esistenza, rende luminosa la vita, così che lo sguardo possa godere di una visione più trasparente e oggettiva della realtà, meno condizionata dai nostri desideri smodati, dai nostri egoismi o avidità, dalle nostre stesse paure. Questo ci chiede delle scelte nette, che rifuggano da facili e illusori compromessi. Scelte che possiamo compiere con questa consapevolezza: mentre servire il Signore ci rende liberi, altri signori, compresa la ricchezza, ci fanno schiavi delle loro menzogne. Promettono infatti una felicità duratura che invece non riescono a dare.

Preghiamo

Padre buono,
unico Dio e Signore,
rendici vigilanti
perché la nostra vita
non rimanga schiava e soggetta
alle menzogne degli idoli.

[«Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?» Lc 12,57 – LO SPIRITO, MAESTRO INTERIORE –
Quaresima e Pasqua 2018 -Centro Ambrosiano]

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