Sarete liberi davvero

Gen 19,12-29; Sal 118 (119); Pr 8,32-26; Mt 6,16-18

«Quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.» (Mt 6,17-18)

Digiunare è la terza opera che Gesù elenca in questa sezione di Matteo. Subito prima ha parlato dell’elemosina e della preghiera. La preghiera è al centro, perché la relazione con il Padre, che possiamo invocare con questo nome, è al cuore della nostra vita. Ma la preghiera non sta senza l’elemosina, che rivela il giusto modo di vivere la relazione con gli altri uomini, e senza il digiuno, che esprime invece la giusta relazione con i beni della terra. Tanto l’elemosina quanto il digiuno devono essere vissuti nello stesso segreto nel quale si vive la preghiera. Non per cercare lo sguardo ammirato degli altri, ma per entrare nella relazione intima con Dio. E la ricompensa dobbiamo cercarla non dagli altri, ma da Dio stesso. Come Dio ci ricompensa? Donandoci la bellezza e la gioia di dimorare nel suo abbraccio paterno, che ci rende figli e figli liberi.

Preghiamo

Padre nostro,
donaci anche oggi
il pane che ci nutre,
e donaci soprattutto
di saperlo condividere
con chi è nel bisogno.

[«Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?» Lc 12,57 – LO SPIRITO, MAESTRO INTERIORE –
Quaresima e Pasqua 2018 -Centro Ambrosiano]

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