Ez 7,1-14; Sal 105 (106); Ml 2,4-9; Mt 12,38-42

«Maestro, da te vogliamo vedere un segno. Ed egli rispose loro: Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta». (Mt 12,38-39)

Nella Bibbia troviamo tanti grandi personaggi che hanno chiesto a Dio che convalidasse con un segno quanto percepivano come sua volontà nel timore di confondere quanto richiesto. Eppure chiedere un segno tutto sommato non è poi così sbagliato in quanto siamo uomini e donne così fragili che facciamo fatica a capire e conoscere la verità che viene dal Signore! Solo con il ragionamento non possiamo comprendere la Sua volontà, abbiamo bisogno anche di vedere. Avere fiducia e credere in Dio sta nella capacità di consegnarsi a Lui con un gesto gratuito e fiducioso, perché il segno che ci viene dato è proprio il suo figlio Gesù. Non rimaniamo insensibili alla sua Parola, non chiediamo segni strepitosi per essere una generazione malvagia, non chiudiamoci nelle nostre presunzioni ma lasciamoci convincere dai molti miracoli che ogni giorno vediamo, non attraverso la cronaca televisiva ma attraverso i piccoli gesti di carità e di fraternità.

Preghiamo

I miei giorni sono come ombra che declina,
come l’erba tagliata inaridisco.
Ma tu, Signore, rimani in eterno,
il tuo ricordo per ogni generazione.
(dal Sal 101)

[da LA PAROLA OGNI GIORNO – “ALLA SCUOLA DEL FIGLIO” , Avvento e Natale 2017, Centro Ambrosiano]

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