Ez 6,1.11-14; Sal 26 (27); Ag 2,1-9; Mt 12,33-37

«Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive». (Mt 12,34-35)

Ma come possiamo riconoscere che il cuore che abbiamo è un cuore buono? Da quello che sappiamo esprimere con le nostre parole. Siamo dei vasi ricolmi e ciò che travasiamo, ciò che esce, è tutto quello che siamo e abbiamo dentro. È ciò che proviamo nell’interiorità che determina i frutti della nostra vita. Per proclamare parole vere è necessario avere un cuore buono, santo. Un cuore abitato dal Signore con la potenza del suo Spirito, un cuore che sia capace di amare come il Signore ama. Solo se il nostro cuore è colmo di amore possiamo produrre frutti buoni. Prendiamoci cura del nostro cuore ascoltando e mettendo in pratica la sua Parola, mangiamo il suo Pane e camminiamo sulle strade che lui stesso ci indica attraverso gli avvenimenti che viviamo ogni giorno. E proprio di fronte agli avvenimenti quotidiani esprimiamo il nostro pensiero con cuore, amore e non con superficialità.

Preghiamo

O Dio, Padre degli umili e dei poveri, che chiami tutti gli uomini a condividere la pace e la gloria del tuo regno, mostraci la tua benevolenza e donaci un cuore puro e generoso, per preparare la via al Salvatore che viene.

[da LA PAROLA OGNI GIORNO – “ALLA SCUOLA DEL FIGLIO” , Avvento e Natale 2017, Centro Ambrosiano]

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