X DOMENICA DOPO PENTECOSTE

1Re 7,51-8,14; Sal 28; 2Cor 6,14-7,1; Mt 21,12-16

“Sta scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi ne fate un covo di ladri”. ( Mt 21)

Questo brano evangelico in cui Gesù rovescia i tavoli dei cambiamonete e dei commercianti di articoli religiosi, come diremmo noi oggi, davanti al tempio di Gerusalemme ed invece accoglie e sana tutti i poveracci che lo avvicinano, suscita sempre un cenrto senso di disagio. disagio perchè fatichiamo a distinguere il giusto rapporto tra mondo religioso e interesse personale.

Il cristiano, ci dice l’apostolo Paolo, deve sentirsi impegnmato a servire Dio senza cadere nella trappola del compromesso, del potere e del guadagno. Va sempre distinta la giustizia dall’iniquità, la luce dalle tenebre e, soprattutto, la verità dagli idoli del mondo. “Noi siamo il tempio del Dio vivente”, quindi nessuna commissione con teorie di salvezza alternative. A noi basti sapere che il Signore ci è padre e cammina con noi e in mezzo a noi.

 

Preghiamo col Salmo

Il Signore è seduto sul’oceano del cielo.
Il Signore siede re per sempre.
Il Signore darà potenza al suo popolo,
il signore benedirà il suo popolo con la pace.

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