Venerdì, Settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

1Sam 28, 3-19; Sal 49; Lc 10, 38-42

Mentre erano in cammino, il Signore Gesù entrò in un villaggio e una donna di nome Marta lo ospitò.  (Lc 10)

Una rapida scena: un gruppo di persone in cammino, l’arrivo in un villaggio apparentemente non conosciuto, una donna che apre la sua casa per ospitare Gesù e i suoi compagni di viaggio. E’ l’inizio di un incontro significativo e per nulla casuale. Gesù arriva a Betania ed entra in quella casa che per lui sarà la casa degli affetti, di Marta, Maria e Lazzaro.
Marta decide di ospitare lo straniero e per lui si prodiga in un’ospitalità calorosa e piena di attenzioni, mentre la sorella Maria si pone ai suoi piedi ad ascoltarlo, tanto che sorge un piccolo contrasto tra il tempo dell’azione e quello dell’ascolto: Marta interpella Gesù e gli chiede di sollecitare Maria a darsi da fare. Lui non interviene solo dà valore anche al momento di ascolto e di silenzio; per accogliere la Parola occorre anche mettersi in ascolto, prima di porsi in azione. Il tempo dell’apprendimento, della riflessione, della meditazione,  è prezioso perchè costruisce il profondo di sè e nessuno può rubarlo o deteriorarlo.

 

Preghiamo col Salmo

Al malvagio Dio dice:
«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?

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