Venerdì', Settimana della IX Domenica dopo Pentecoste

1Cr 29, 20-28; Sal 131; Lc 11, 21-26

«Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, con me disperde. Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima». (Lc 11,24-26)

 

Nella vita cristiana il cammino di conversione non finisce mai. Credersi degli arrivati fa allentare la vigilanza, affievolire la preghiera di affidamento, ed è proprio allora che si è più fragili ed esposti a nuovi attacchi del Maligno. Si è come quella casa spazzata e adorna che diventa poi facile bersaglio degli spiriti del male. Eventualità inquietante che può intimorire e scoraggiare: se questo è il rischio che può correre chi prende sul serio la sequela di Cristo, non conviene neppure cominciare. Ma il Signore ci rassicura: è Lui più forte di Satana. Si tratta di sentirsi sempre piccoli e deboli, ma certi della sua presenza.

 

Preghiamo col Salmo

Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza
e i precetti che insegnerò loro,
anche i loro figli per sempre
siederanno sul tuo trono.

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