Sabato 3 marzo

Is 6,8-13; Sal 25 (26); Eb 4,4-12; Mc 6,1b-5

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». (Mc 6,4)

«Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori». Questo versetto del salmo 94 (95), citato dalla Lettera agli Ebrei, mette in luce due atteggiamenti opposti che la liturgia oggi ci propone. Isaia ha un cuore capace di ascoltare e si lascia inviare da Dio: «Eccomi, manda me!». Nel vangelo incontriamo invece il cuore duro dei nazaretani, che non riconoscono in Gesù l’inviato di Dio. A motivo di questa durezza, Gesù «non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì». Il rifiuto non riesce a bloccare del tutto l’attività di Gesù, la ostacola ma non la compromette. C’è comunque qualcuno, un piccolo resto, che accoglie la sua parola. È un avvertimento per noi, a badare a noi stessi. Se anche io soltanto oggi apro il cuore, questo al Signore basta per continuare a rendere presente il suo Regno tra di noi.

Preghiamo

Il tuo dono per noi, Signore,
sia un cuore docile,
capace di ascoltare la tua Parola
e di riconoscerla incarnata
nella persona e nella vita di Gesù.
La sua profezia abiti e trasfiguri la nostra casa.

[«Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?» Lc 12,57 – LO SPIRITO, MAESTRO INTERIORE –
Quaresima e Pasqua 2018 -Centro Ambrosiano]

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