Ger 2,1-2a.30-32; Sal 129 (130); Eb 1,13-2,4; Mt 10,1-6

 

«Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: “Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele”.»                 (Mt 10,5-6)

 

Di fronte alla messe abbondante Gesù chiama alcuni uomini a non fermarsi nella propria città ma a camminare sulle strade, fino alle periferie del mondo, per costruire il regno di Dio, per realizzare la Chiesa. I dodici discepoli limitati e ottusi, come del resto lo siamo anche noi, hanno misurato i propri limiti, le proprie fragilità e sono stati fedeli al mandato ricevuto, attraverso la povertà dei propri mezzi, di annunciare e portare la pace, di dimorare con semplicità insieme agli uomini e donne del tempo. Ancora oggi, al seguito di questi uomini, la Chiesa continua, nonostante la fatica, ad essere testimone della fede e missionaria del Vangelo di Cristo. Chiediamo al Signore di mandare nella sua Chiesa uomini e donne che accolgano l’invito ad essere missionari del suo amore affinché diano un nuovo impulso e vigore alla vita di ciascuno.

 

 

Preghiamo

 

Io spero, Signore.

Spera l’anima mia,

attendo la sua parola.

L’anima mia è rivolta al Signore

più che le sentinelle all’aurora.           

    (Sal 129,5-6)

 

[da: “La Parola ogni giorno.Gesù verità della storia. Avvento e Natale 2016”, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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