Ger 30,1.18-22; Sal 88 (89); Zc 12,9-13,2; Mt 22,23-33

 

«E Gesù rispose loro: “Vi ingannate, perché non conoscete le Scritture e neppure la potenza di Dio. Alla resurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo”.» (Mt 22,29-30)

 

Ancora una volta si cerca un’occasione per mettere in difficoltà Gesù. Il quesito posto dai sadducei non solo è malizioso ma anche ironico visto che proprio loro non credono alla risurrezione dei morti. E la risposta di Gesù tende a far luce sul significato della vita oltre la morte: negare la morte significa non conoscere Dio e neanche la sua potenza. La chiave per comprendere questa discussione sta nella decisione di accogliere non un Dio dei morti, ma dei viventi. La vita cristiana ci insegna che la morte del corpo un giorno sarà vinta quando la misericordia del Signore restituirà all’uomo la salvezza che un giorno ha perso. L’evangelista Matteo ci aiuta a comprendere che Gesù, al di là della polemica, proietta sulle miserie dell’uomo la sua resurrezione: quindi l’uomo diventa oggetto di redenzione finale del Padre, realizzato e reso visibile nel suo figlio Gesù. Sarà un’eredità di tutti coloro che credono nel suo amore conforme a quanto detto da Gesù: la vita eterna è credere in te e in colui che tu hai mandato.

 

Preghiamo

 

Non i morti lodano il Signore

né quelli che scendono nel silenzio,

ma noi benediciamo il Signore

da ora e per sempre. Alleluia.

(Sal 115,16-18)

 

 

[da: “La Parola ogni giorno.Gesù verità della storia. Avvento e Natale 2016”, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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