Giorno aneucaristico

 

Disse il Signore a Mosè: «Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome, Signore, davanti a te. A chi vorrò far grazia farò grazia e di chi vorrò aver misericordia avrò misericordia. Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo. Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano, finché non sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si può vedere».       (Es 33,19-23)

 

Il desiderio di vedere il volto del Signore accompagna la vita del cristiano. Nella preghiera possiamo, come Mosè, parlare con il Signore, ogni giorno. È

questa confidenza che a volte aumenta il nostro desiderio di conoscerlo ancora di più, di vederlo faccia a faccia. Ma il Signore è inafferrabile, possiamo vedere di lui solo le spalle. Quando passa lascia alle sue spalle, nel mondo, dei piccoli segni: persone ed eventi che ci danno degli indizi chiari della sua presenza. Siamo chiamati a vivere questa eternità nel tempo, mentre aspettiamo il momento dell’incontro. Come dice Paolo: «Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia» (1Cor 13,12).

 

 

Preghiamo

 

Il mio cuore ripete il tuo invito: 

«Cercate il mio volto!».

Il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto.                

    (dal Salmo 27)

 

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

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