SABATO 15 APRILE
Sabato della Settimana Autentica

Giorno aneucaristico

 

Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: “Dopo tre giorni risorgerò”. Ordina dunque che la tomba sia vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: “È risorto dai morti”. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!».    (Mt 27,62-64)

 

Il nascondimento di Dio in questo mondo costituisce il vero mistero del Sabato santo. La morte richiede questo silenzio. Il Sabato santo chiede di accompagnare da lontano; dobbiamo accompagnare in spirito la discesa del Signore agli inferi. Questo “essere” con i morti di Gesù è l’ultima conseguenza redentiva della missione ricevuta dal Padre. È obbedienza estrema perché l’ampiezza della missione del Padre comprende l’evento trinitario della esplorazione dell’inferno. Se i morti devono ascoltare la voce del Figlio di Dio e ascoltandola vivere, Gesù deve incarnarsi anche nel Regno dei morti.

 

Preghiamo

 

Così, da tutta una vita: solo silenzio.

E ancor di più a cercare di immaginarlo

per dispormi all’atteso incontro.

Se appena mi accoglierà con un sorriso

o mi stringerà forte al seno

quanto con il figlio dopo la lunghissima assenza.

                          (D.M. Turoldo)

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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