Gen 21,22-34; Sal 118 (119), 73-80; Pr 10,18-21; Mt 6,19-24

 

Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso. (Mt 6,19-22)

 

 

Gesù conduce la nostra vita verso un orizzonte più ampio e più alto delle nostre piccole e basse misure. Ci indica il cielo come meta e dimora sicura dove accumulare e custodire tesori preziosi. Le parole di Gesù ci fanno alzare lo sguardo dalla mediocrità della nostra vita e dalle cose che la riempiono. Non valgo per quello che possiedo, ma per quello che dono. Accumulare tesori e valori incorruttibili, duraturi, che rimangono per sempre è ciò che siamo chiamati a fare. «Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.» Dove ripongo le mie “ricchezze”? In chi? Cosa considero valore? Se il mio cuore trova dimora in un tesoro luminoso e splendente, anche il mio occhio, tutta la mia persona sarà luminosa e semplice. E se questo tesoro è Gesù, allora è qualcosa che non si può trattenere per sé.

 

Preghiamo

 

Gesù, rimani in me. Allora risplenderò del tuo splendore e potrò fare da luce per gli altri.

Ma questa luce avrà la sua sorgente

unicamente in te, Gesù,

e non ne verrà da me neppure il più piccolo raggio:

sarai tu a illuminare gli altri servendoti di me.

(J.H. Newman)

 

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

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