MERCOLEDÌ 15 Marzo

 

Gen 17, 18-23. 26-27; Sal 118, 41-48; Pr 6, 6-11; Mt 5, 38-48

 

43Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. 44Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 45affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. (Mt 5,43-45)

 

Oggi Gesù ci indica, di nuovo, la via per essere perfetti come il Padre: amare tutti, indistintamente. Ci chiede di convertire il cuore perché trabocchi della misericordia del Padre che, sola, consente di amare i propri nemici. Non basta, infatti, voler bene ai propri amici per essere discepoli di Gesù, occorre porgere l’altra guancia e pregare per chi ci fa del male, ovvero rispondere al male con il bene e incarnare le beatitudine della mitezza. I miti, infatti, non sono coloro che vivono in pace con i propri amici, ma coloro che al male rispondono con il bene, che amano i propri nemici, come hanno imparato da Gesù che in croce perdona i suoi assassini, e che per questo erediteranno la terra.

 

Preghiamo

 

Venga a me, Signore, il tuo amore,

la tua salvezza secondo la tua promessa.

A chi mi insulta darò una risposta,

perché ho fiducia nella tua parola.

Non togliere dalla mia bocca la parola vera,

perché spero nei tuoi giudizi.  

  (Sal 118,41-43)

 

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

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