Sabato 3 giugno

1Cor 2,9-15a; Sal 103 (104); Gv 16,5-14

 

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà» (Gv 16,12-14).

 

Gesù ha trasmesso l’essenziale della sua rivelazione. Lo Spirito farà capire ciò che è avvenuto. Lo Spirito farà ciò che Dio faceva già nell’antica alleanza: guidare il credente verso la verità. Questo processo non si riduce alla conoscenza, ma è intelligenza pratica ed esistenziale della buona notizia, è rivelazione. Tale compito apre vie grandiose ai credenti, interpreti nella loro vita e nel loro insegnamento di queste verità. Lo Spirito farà conoscere le cose future non predicendo l’avvenire o apportando una nuova rivelazione, ma chiarendo quanto Gesù ha detto. In definitiva, lo Spirito prosegue ciò che Gesù ha fatto: rivelare agli uomini il mistero di Dio. Lo Spirito apre all’intelligenza profonda del mistero di Dio che Gesù ha manifestato. Lo Spirito riprende ciò che il Figlio è stato e ha apportato e che viene dal Padre. Ma la prospettiva rimane cristologica: è in Cristo che si svela il mistero di Dio. Ogni parola aggiunta non viene certo da Dio, ma è parola umana.

 

Preghiamo

Signore Gesù,

tu sei la pienezza della verità.

Ascoltandoti entriamo in comunione col Padre

che si è rivelato proprio attraverso di te.

 

[da: La Parola ogni giorno. L’esistenza “in Cristo”, Quaresima e Pasqua 2017, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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